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Truffe online: gli italiani ci cascano più di tutti in Europa

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(Foto: Yui Mok-PA/Getty Images)

Il fenomeno negativo dei Ransomware ha registrato un calo a livello globale del 91% rispetto al 2017, ma l’Italia è in controtendenza risultando la nazione più colpita d’Europa e al decimo posto mondiale di questa classifica non così piacevole. Ben il 12,92% di tutti gli attacchi al Vecchio Continente trova infatti sfogo da noi.

Come raccontato dal recente report pubblicato da Trend Micro, sono state 48 miliardi le minacce totali bloccate da questa società leader nella cybersecurity nel 2018. Addentrandosi nei dati relativi all’Italia, i numeri sono imponenti e preoccupanti soprattutto se relativi ai ransomware che in tutto il mondo sono calati dalle oltre 631 milioni di minacce del 2017 alle 55 del 2018.

Ma da noi imperversano ancora, tanto che siamo il paese europeo preferito dai cybercriminali che utilizzano questo metodo che “rapisce” i file sul computer criptandoli e chiedendo in cambio un riscatto solitamente pagabile in bitcoin. Se non si paga, si perde tutto: in molti casi si è addirittura riscontrata una sorta di “chat di assistenza” da parte dei malviventi del web per in qualche modo aiutare le vittime a pagare e riprendersi il maltolto. Di recente, la famiglia più importante è quella WannaCry.

Il Bel Paese è al decimo posto a livello globale dietro a USA, Brasile, India, Vietnam, Messico, Turchia, Indonesia, Cina e Bangladesh. A dimostrazione di questo trend c’è un dato del +237% nel mining delle criptovalute e una crescita del 269% negli indirizzi url di phishing per prendere all’amo sventurati utenti poco attenti. In generale sembra che la nuova tecnica adottata negli attacchi miri più alla qualità delle vittime che alla quantità, con metodi più mirati ad esempio mettendo nel mirino le aziende (+28%) ricavando qualcosa come una media di 117000 euro per ogni blitz.

Si usa soprattutto il metodo Business Email Compromise (senza nemmeno sfruttare malware) per esempio richiedendo bonifici tramite email false (o vere, ricavate malevolmente) di superiori sfruttando dipendenti che non spendono troppo tempo a controllare che tutto sia a posto. Un caso clamoroso è stato quello nel 2014 a danni di Lazio e Feyernoord con la rata di 2 milioni di euro per il trasferimento del calciatore De Vrij finita su un conto corrente fantasma.

I metodi per difendersi sono sempre gli stessi: aggiornare sempre ogni software all’ultima versione, utilizzare antivirus (anche su smartphone) e antimalware aggiornandoli costantemente, diffidare di email sospette anche se provengono da contatti fidati (telefonare e parlare di persona, prima di effettuare bonifici a nuovi iban è più che consigliabile), evitare di visitare siti poco raccomandabili (per streaming o download di contenuti pirata) e non cliccare su link ricevuti via WhatsApp o persino sms.

Qui la nostra guida completa sulla quale fare riferimento per prevenire e eliminare ransomware.

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