Tecnologia

Com’è Hackitaly, che vorrebbe essere il Rousseau del Partito democratico

hackitaly
L’immagine di benvenuto di Hackitaly.it

Hackitaly.it. Potrebbe far venire in mente a un sito per un meeting di hacker italiani. E in effetti un’iniziativa di questo tipo ha un nome del tutto simile. Ma così non è: si tratta infatti di un’idea di Francesco Boccia, uno dei candidati alla segreteria del Pd.

Ma andiamo con ordine, innanzitutto dando un’occhiata al sito. Si apre con una fotografia satellitare dell’Italia con dei colori alterati. Il sottotitolo “costruiamo una nuova Italia”. Dei buoni propositi in chiave cyberpunk?

A fugare i dubbi (più o meno) ci pensa un breve testo. “Hackitaly è la prima piattaforma di democrazia partecipativa trasparente, open-source e moderna. Registrati per collaborare al progetto”. Un tasto sottostante ribadisce l’invito. “Registrati ora.

Ok, ubbidiamo. Anzi no: prima ci leggiamo il testo di approfondimento, a firma dello stesso Boccia. Si ribadisce che la piattaforma è sicura e “con fondamenta tecnologiche moderne”. Il codice è accessibile a tutti gli utenti e usa “algoritmi noti”.

hackitaly - screenshot
Screenshot dello screenshot del futuro sito di Hackitaly

Obiettivo di Hackitaly (o se preferite HackItaly o anche hackitaly) è consentire addirittura di “partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica attraverso una nuova rete di attivisti. A questo punto iniziano a balzare diverse immagini nella mente. Uno scenario che incrocia la piattaforma Rousseau dei Cinque stelle alla Primavera araba. Ma proseguendo, il testo chiarisce che il progetto è destinato a “developers, ambassadors e explorer”.

Finalmente arriviamo al nocciolo della questione. Si apprende infatti che la piattaforma sarà donata al Partito democratico al termine del Congresso di quest’anno. Tutto più chiaro. Non fosse per una frase per certi versi criptica. “Il PD #aporteaperte deve avere sezioni e smartphone, piazze, marciapiedi e tablet, per unire tradizione e modernità”. In effetti il passaggio dove pare si ipotizzi uno scenario tutto dispositivi mobili e cemento non è di immediata comprensione. Ma seguendo l’hashtag si finisce sul sito del programma di Francesco Boccia che non fa economia di scrolling. Se si ha la pazienza di leggere il lungo testo si può conoscere la visione di Boccia per “rivoltare il Partito democratico dalla testa ai piedi.

Ma preferiamo invece addentrarci nel sito di Hackitaly, che presenta un’altra frase ambigua. “Hackitaly è aperta alle contribuzioni di tutti. Vuoi darci una mano?”. Prima di metter mano al portafogli, bisogna però bisogna leggere le tre tipologie di profilo-utente alle quali il sito si rivolge. Sono gli hackdevelopers, o sviluppatori software; gli hackambassadors, o ambasciatori delle idee; gli hackexplorers, i tester della piattaforma. Ai primi dunque è richiesto un contributo tecnico di sviluppo e ai secondi di scrivere delle proposte che potranno essere modificate dalla comunità. Mentre tutti gli altri potranno provare la piattaforma in anteprima.

hackitaly - arrivederci
La schermata di arrivederci del sito Hackitaly

Ci uniamo umilmente alla cerchia dei tester, ma una volta compilato il form ci aspetta un’amara sorpresa, per quanto condita però da un pizzico di speranza. Dopo un messaggio di benvenuto ci dicono che saremo ricontattati per essere coinvolti attivamente nello sviluppo della piattaforma. Non ci resta che aspettare. Stay tuned!

The post Com’è Hackitaly, che vorrebbe essere il Rousseau del Partito democratico appeared first on Wired.


Source: Wired Com’è Hackitaly, che vorrebbe essere il Rousseau del Partito democratico