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Incatenato e seviziato. Una tragedia sventata grazie al fiuto di un altro cane

Abbandonare un cane è già di per sé un gesto ripugnante. Abbandonarlo con l’intenzione di farlo morire per soffocamento in poche ore e tra atroci sofferenze è incommentabile. È quanto successo l’altra mattina a Roma, in un tratto della ciclabile del Nomentano, ma per fortuna, grazie al caso e soprattutto a un passante (e il suo meticcio) che ha dato subito l’allarme si è riusciti a sventare una tragedia annunciata. A raccontare questa storia è il quotidiano Il Messaggero.

Il salvatore del povero molossoide che era stato abbandonato in un punto isolato della pista ciclabile è il signor Franco che, come tanti padroni di cani, ogni giorno percorre quel tratto di strada con il suo amico a quattro zampe. ”Ero su un piazzale coperto dalla vegetazione e dall’immondizia, quando ho visto che il mio cagnolino abbaiava all’indirizzo di un punto nascosto – racconta -. Sono andato a vedere e ho visto una scena assurda, tragica”. (Continua dopo la foto)

La scena tragica, che solo a pensarci vengono i brividi, era questa: un cane disidratato che qualcuno aveva abbandonato e legato al collo a un’inferriata in modo che l’animale non riuscisse a piegarsi ed a respirare. Il signor Franco non ha esitato nemmeno per un secondo: “Ho subito chiamato i carabinieri – continua su Il Messaggero – che sono arrivati in pochi minuti che però, mi hanno detto che era necessario rivolgersi alla Municipale”. (Continua dopo la foto)

Non sono arrivati subito, ma per fortuna in tempo. C’è voluta una mezz’oretta prima che i vigili fossero sul posto, ma si sono subito messi a disposizione chiamando un veterinario. E quando il povero cane è stato liberato, faceva fatica a reggersi sulle zampe per quanto era stremato. Quando gli è stato dato da mangiare e da bere ha subito cominciato a scodinzolare in segno di gratitudine. (Continua dopo la foto)

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Appena si è ripreso, i suoi salvatori l’hanno portato nel canile della Muratella, dove ora è in attesa che qualcuno lo adotti. Ma se non fosse stato per il cagnolino del signor Franco a quest’ora non sarebbe vivo. E Franco, desolato, conclude: “Non si è trattato solo di un abbandono -racconta desolato Franco – ma di un atto di sadismo davvero grave, impensabile”.

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